Neptune Chapotin
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Neptune Chapotin

Si tratta di un ritorno. Ospite nel 2015 curò un laboratorio

«Mia madre faceva l’autostop nel 1969 da Parigi all’India, e da qualche parte in Afghanistan in un bazar ha preso questa piccola cosa come strumento da viaggio». “Questa piccola cosa” della quale parla Neptune Chapotin è il marranzano, del quale adesso il franco-americano è collezionista, costruttore e suonatore. «Mia madre, al suo rientro a casa, lo buttò in un cestino, dove io lo trovai. Avevo 12 o 13 anni, e le ho chiesto di mostrarmi di cosa si trattava. Da quel momento in poi ho scoperto una passione e ho imparato da solo a suonare». 

Anni dopo, nel 2003, si imbatté in un altro marranzano a Chennai, città affacciata sulla baia del Bengala nell’India orientale, capoluogo dello stato di Tamil Nadu. Ne comprò altri cinque e li portò con sé nel negozio di sua madre in California, dove andarono esauriti quasi immediatamente. La volta successiva ne comprò una dozzina, trenta la volta successiva e poi cinquanta. «Mi sono interessato all’arpa a bocca perché quando la suoni, tu sei in sostanza la metà dello strumento. La tua musica è controllata dalla tua bocca, dalla tua gola, dal tuo respiro. Diventi parte della musica».

E così iniziò il suo viaggio raccogliendo e vendendo marranzani. «Mia madre mi ha procurato i murchinga dal Nepal e poi io ho preso i morchang del Rajasthan (Stato dell’India Settentrionale che confina con il Pakistan, nda)». Il musicista ricorda di essere andato al North American Mouth Harp Festival, dove vendeva marranzani e le proprie opere d’arte in un tavolo accanto alla bancarella di sua madre. «Nessuno sa che sei un arpista con la bocca a meno che tu non senta suonare un marranzano», aggiunge. «Il modo migliore per scoprirlo è suonarlo in un festival. Fuori dal palco, vedrai qualcuno apparire accanto a te e iniziare a suonare con te».

Chapotin afferma di poter insegnare a suonare lo strumento in trenta secondi a chiunque, poiché è uno strumento abbastanza semplice che dipende dalla modulazione del respiro. Questo hippie franco-americano nato ad Anjuna con base a Goa in India è in continuo movimento, un globetrotter al seguito di festival di world music, dietro una bancarella dove vende le sue creazioni o sopra un palco per suonare o accompagnare qualche amico musicista. 

Al Marranzano World Fest Neptune Chapotin è quasi di casa. Qui fu ospite nel 2015 conducendo un laboratorio sul suo strumento e con Luca Recupero, “anima” della manifestazione etnea, è stato in tournée suonando in tutta Europa. Quest’anno si esibirà come solista di marranzano nella serata del 24 giugno del Preludio, per poi ripresentarsi in trio, i Third Pulse, insieme con MC Eucalips sitar e beatbox e Augustin Sol beatbox e didgeridoo, uno strumento a fiato ad ancia labiale degli aborigeni.

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Line-up, Preludio