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Marranzano world festival - Winter session V edizione


winter session

 

Marranzano World Festival - V edizione - Voci dal Mondo
Sessione invernale.

Venerdì 6 dicembre ore 21.30 / Castello Ursino

CONCERTO di Tran Quang Hai (Vietnam)

Con la Partecipazione di Luca Recupero e Alice Ferrara
Ingresso 10€/ 7€
* tariffe ridotte per studenti e per i partecipanti al laboratorio di canto armonico

 

Sabato 7 dicembre, ore 10-13 / 15-18
e Domenica 8 dicembre, ore 10-13 / LOMAX

OVERTONES:
LABORATORIO INTENSIVO SUL CANTO ARMONICO

Quota di Partecipazione 60€/50€
* riduzione per studenti e per iscritti al laboratorio "Anima Vibrante"

 

info e iscrizioni:
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Laboratori

 

Marranzano World Festival 2013

LABORATORI

 

 

Sabato 28 settembre

Castello Ursino – Piazza Federico II di Svevia

10-13   Rupa e Sanjay Kansa Banik -  Introduzione al Canto Indiano

15-17   Veronica Racito – Introduzione al canto popolare siciliano

17-19   Luca Recupero – Tecniche e repertori del marranzano in Sicilia

 

 

Domenica 29 settembre

Chiostro dell'Istituto Ardizzone Gioieni, via Etnea 595, Catania

10-13   Rupa e Sanjay Kansa Banik -  Introduzione al Canto Indiano

15-17   Veronica Racito – Introduzione al canto popolare siciliano

17-19   Abdel Kibir Hamdache – Incontro con la cultura musicale del Marocco

 

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Introduzione alle tecnIche ed ai repertori del canto indiano

A cura di Rupa Kansa Banik e Sanjay Kansa Banik

Una breve introduzione alla musica classica Indiana del nord  (tradizione Hindustana), con la presentazione dei Raga e del sistema di composizione melodica applicata alla voce, anche attraverso tecniche di improvvisazione. Si praticherà anche il solfeggio ritmico indiano, con esposizione dei principali Tala (cicli ritmici) utilizzati nella musica classica. 

(Sab 28 e dom 29,h. 10-13 – Quota di partecipazione € 30)

 

Introduzione alle tecniche ed ai repertori del canto Popolaresiciliano

A cura di Veronica Racito

Il canto tradizionale siciliano accompagnava ogni evento della vita: il lavoro, l'amore, il gioco, la nascita e la morte, le feste sacre e profane. Mentre i testi aprono uno squarcio su un mondo troppo velocemente dimenticato ma che ha ancora molto da trasmettere, le melodie e i timbri rivelano l'appartenenza culturale della Sicilia al Mediterraneo. 
Durante il laboratorio saranno proposti brani capaci di dare un'immagine della Sicilia pre-industriale e saranno altresì proposti ascolti delle voci antiche registrate dai ricercatori così che ognuno possa farsi un'idea dei timbri usati.

(Sab 28 e dom 29,h. 15-17 – Quota di partecipazione € 20)

 

Introduzione alle tecniche ed ai repertori del marranzano in Sicilia

A cura di Luca Recupero

Verranno discusse le specificità del marranzano siciliano nel panorama degli scacciapensieri, con accenni alla storia e alle tecniche costruttive. Si metteranno poi in pratica le principali tecniche esecutive usate nei repertori della musica tradizionale, con particolare attenzione all'accompagnamento dei canti di tradizione orale. 

(Sab 28 h. 17-19 – Quotadi partecipazione € 10)

 

Incontro con la cultura musicale marocchina

A cura di Abdel Kibir HamdacheSaid e Abdelhadi Benmsafer

La cultura musicale marocchina è ricca e variegata, frutto dell'incontro tra cultura musicale spagnola (andalusa), giudaica, araba e dell'africa sub-sahariana. E in sintonia con il continente africano, in Marocco ogni persona, sin dalla prima infanzia, pratica la musica, il canto e la danza come fosse un gioco. Legata all'ascendenza africana è la cultura musicale gnawa, praticata da confraternite religiose che raggiungono la trance o l'estasi col canto, la musica e la danza. Ma il canto estatico e meditativo è altresì una componente essenziale della musica di matrice arabo-islamica.
La voce dunque è usata in raffinate composizioni musicali, poetiche (come nel repertorio classico andaluso) e spirituali, sfiora intervalli di suoni sottilissimi (il quarto di tono) e allo stesso tempo è usata, in contesti di gioco e in modo prevalentemente ritmico, lontana dunque dalle elaborate melodie e lunghe sequenze del canto classico e semi-classico (come il repertorio melhoun). 
Durante il laboratorio i musicisti daranno esempi dal vivo e faranno ascoltare alcuni dei repertori della vasta cultura musicale marocchina.

Dom 29, h. 17-19– Ingresso Gratuito

 

Vista la natura divulgativa del festival le quote di partecipazione sono molto basse, ma i posti sono limitati. Consigliata la prenotazione e la pre-iscrizione via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

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Rupa Kansa Banik  (Calcutta, India)

Appartiene a una famiglia di cultori della musica classica indiana di tradizione indostana (India del Nord). E’ stata allieva delle maestre Dipali Sanyal e Sanchali Sanyal e si è laureata in musica nell’Università Rabindra Bahrati di Calcutta. Ha partecipato ai più importanti festival musicali dell’India. Dal 2012 vive ed insegna a Roma, ed in occasione del MWF terrà a Catania un laboratorio sulle tecniche ed il repertorio del canto indiano di tradizione classica Indostana (India del Nord). Sarà accompagnata dal marito Sanjay Kansa Banik, virtuoso della tabla ed esponente del Benares Gharana, già noto in Italia per le sue collaborazioni con l’Orchestra di Piazza Vittorio e con il musicista marocchino Nour Eddine.

Abdel Kibir Hamdache (Meknes, Marocco)

Proviene dalla città di Meknes, dove fin dalla più tenera età comincia la sua educazione al canto, prima nella scuola coranica della Grande Moschea (dai 5 ai 7 anni), poi al Conservatorio musicale di Meknes dove studia i maqam finalizzati alla recitazione del Corano. Allievo di Haj Houcine Toula, maestro dello stile malhun e direttore del Conservatorio, a 14 anni comincia ad esplorare anche altri stili: classico arabo, classico marocchino, gharnati, raї, gnawa, shabby, e ben presto comincia a cantare professionalmente in tutto il Marocco partecipando anche ad importanti Festival (di Volubilis, di Lhbole, di Asilah).

Sarà accompagnato da Said Benmsafer all’oud e Abdelhadi Benmsafer al violino, entrambi rinomati concertisti diplomati al Conservatorio di Marrakech. 

Veronica Racito (Vittoria, Sicilia)

Cantante e danzatrice di formazione multi-culturale, si laurea a Palermo in Etnomusicologia nel 2005. Il suo percorso di ricerca e di studio sulla tradizione musicale siciliana si esprime nella collaborazione con il gruppo Trizziridonna e con la scuola popolare di musica Tavola Tonda di Palermo. Per il MWF propone un laboratorio sui canti tradizionali in Sicilia, che accompagnavano ogni evento della vita: il lavoro, l'amore, il gioco, la nascita e la morte, le feste sacre e profane. Mentre i testi aprono uno squarcio su un mondo troppo velocemente dimenticato ma che ha ancora molto da trasmettere, le melodie e i timbri rivelano l'appartenenza culturale della Sicilia al Mediterraneo.

Luca Recupero (Catania, Sicilia)

Musicista, ricercatore e tecnico del suono, è l'ideatore ed il direttore artistico del Marranzano World Festival. Ha compiuto studi di etnomusicologia ed organologia nelle Università di Bologna, Roma, Amsterdam e Londra. Dal 1996 si dedica alla ricerca sugli strumenti della tradizione Siciliana ed in particolare sul marranzano e sui tamburi a cornice, indagando gli aspetti storici ed etnomusicologici ma coltivando anche gli aspetti performativi. Amante delle musiche di tradizione orale, coniuga lo studio ed il rispetto per gli strumenti e le modalità tradizionali del fare musica con la ricerca di una dimensione interculturale e contemporanea della didattica e della ricerca musicale.

 

 

 

 

 

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Vibrazar

 

Il vibrante mercatino musicale, solidale ed eco-logico del MWF 

Le due serate del Festival nello splendido Chiostro dell’Istituto Ardizzone Gioieni saranno anche un’occasione per esporre e provare strumenti musicali artigianali di diversi produttori locali e non, inclusi naturalmente marranzani siciliani e scacciapensieri da tutto il mondo, ma anche tamburelli, flauti, liuteria e molto altro ancora…

Oltre agli strumenti musicali, il Vibrazar, grazie alla collaborazione con il Co.P.E. e con ‘a Fera Bio, si apre al mondo del volontariato e della cooperazione, dell’artigianato artistico e della produzione equo-bio-g/locale, con l’intento di creare “uno spazio partecipato e condiviso con quanti agiscono sul territorio con pratiche di sostenibilità ambientale, di affermazione della dignità, di difesa e appropriazione dei diritti; insomma con quanti si prendono cura della terra e dei suoi molteplici abitanti creando ricchezza e bellezza”.

 

Per Informazioni ed adesioni:

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Ospiti

 

IpercusSonici & Afro-Sicilian Connection

Con Jali Diabate (SEnegal) E Sourakhata Dioubate (Guinea)

Un progetto speciale che fa incontrare “il nuovo avventuroso suono della Sicilia” de Ipercussonici, il gruppo catanese che da oltre dieci anni sperimenta l’utilizzo in chiave contemporanea di strumenti tradizionali e testi in lingua siciliana, con la profondità e il calore delle tradizioni musicali africane, qui rappresentate dal percussionista Sourakhatà Dioubaté (Guinea) maestro di poliritmia e percussioni, e da Jalì Diabaté (Senegal), virtuoso della kora, affascinante strumento a corde pizzicate, emblema della antica tradizione dei “griot”. L’incontro della band siciliana con questi rinomati artisti africani, già ospiti del loro ultimo album “Carapace” recentemente uscito per Viceversa Records, crea sul palco uno straordinario impasto poliritmico e multiculturale che incanterà gli ascoltatori prima di farli saltare dalle sedie per ballare nel gran finale al ritmo di “suoni antichi per musica futura”.

Ipercussonici: Alice Ferrara (voce principale, percussioni), Luca Recupero (marranzani, tamburelli, ‘mbira, voce), Carlo Condarelli (tamburi bassi, balafon, djembe, voce), Michele Musarra (basso elettrico, voce), Alberto Paternò (didjeridoo). Gli ospiti: Jalì Diabaté (kora, voce), Sourakhatà Dioubaté (tamburi bassi, balafon, djembè, voce)

cous cous cous:

Giancarlo Parisi, Faisal Taher, Jali Diabate (Sicilia – palestina - senegal)

L’idea su cui si fonda il progetto è quella di cogliere l’aspetto più peculiare della Sicilia, quale terra accogliente, bacino di culture, distillato di colori, comprensione del diverso, convivenza pacifica e terra culturalmente stimolante, sintesi degli opposti. Vivere in Sicilia è una scelta, che significa appartenere ad una complessità sociale: luogo magico, fucina d’arte arcaica e moderna insieme. Un mondo in cui si comunica efficacemente più che con la lingua, con il cibo e  la musica. Lo spettacolo propone brani originali scritti dal polistrumentista siciliano Giancarlo Parisi e dal cantante palestinese Faisal Taher interpretati insieme al senegalese Jalì Diabaté. I tre musicisti propongono un viaggio virtuale alla scoperta della Sicilia, isola “scoperta” per la prima volta, perché osservata con occhi diversi. Uno spettacolo che parte dal presente e guarda indietro a quella grande vocalità di appartenenza medio-orientale da cui trae origine il canto siciliano. Un ritorno a casa, alle origini che affondano le radici direttamente nella cultura mediorientale.

giorgio maltese e stefano spoto (Catania, Sicilia)

Apriranno il concerto inaugurale del festival con alcuni canti per voce e marranzano tratti dal repertorio contadino di tradizione orale, appresi attraverso un lungo lavoro di ricerca sul campo svolto negli ultimi anni in diverse aree rurali della Sicilia.

Rupa Kansa Banik  (Calcutta, India)

Appartiene a una famiglia di cultori della musica classica indiana di tradizione indostana (India del Nord). E’ stata allieva delle maestre Dipali Sanyal e Sanchali Sanyal e si è laureata in musica nell’Università Rabindra Bahrati di Calcutta. Ha partecipato ai più importanti festival musicali dell’India. Dal 2012 vive ed insegna a Roma, ed in occasione del MWF terrà a Catania un laboratorio sulle tecniche ed il repertorio del canto indiano di tradizione classica Indostana (India del Nord). Sarà accompagnata dal marito Sanjay Kansa Banik, virtuoso della tabla ed esponente del Benares Gharana, già noto in Italia per le sue collaborazioni con l’Orchestra di Piazza Vittorio e con il musicista marocchino Nour Eddine.

Abdel Kibir Hamdache (Meknes, Marocco)

Proviene dalla città di Meknes, dove fin dalla più tenera età comincia la sua educazione al canto, prima nella scuola coranica della Grande Moschea (dai 5 ai 7 anni), poi al Conservatorio musicale di Meknes dove studia i maqam finalizzati alla recitazione del Corano. Allievo di Haj Houcine Toula, maestro dello stile malhun e direttore del Conservatorio, a 14 anni comincia ad esplorare anche altri stili: classico arabo, classico marocchino, gharnati, raї, gnawa, shabby, e ben presto comincia a cantare professionalmente in tutto il Marocco partecipando anche ad importanti Festival (di Volubilis, di Lhbole, di Asilah).

Sarà accompagnato da Said Benmsafer all’oud e Abdelhadi Benmsafer al violino, entrambi rinomati concertisti diplomati al Conservatorio di Marrakech. 

Matilde Politi (Palermo, Sicilia)

Cantante e musicista palermitana, laureata in Antropologia Culturale a Roma. Dal 2000 sceglie di dedicarsi principalmente al lavoro di ricerca sul repertorio di tradizione orale siciliano, ricerca che si allarga costantemente al riferimento alle musiche tradizionali di area mediterranea.

Riconosciuta come grande interprete del canto monodico di tradizione orale siciliano, si è esibita in tante piazze grandi e piccole della Sicilia e d’Italia, partecipando a numerosi festival di musica popolare anche all’estero (Spagna, Svizzera, Tunisia, Germania), con la missione di riportare alla “popolarità” brani scomparsi dal paesaggio sonoro contemporaneo. Dal 2003, a Palermo, si è inoltre impegnata per l’integrazione sociale dei migranti attraverso la musica, sostenendoli nella creazione di performance multietniche mirate a favorire l’incontro fra persone e culture.

Affiancata dal fratello polistrumentista Gabriele Politi, propone un repertorio che va dai canti degli orbi alle serenate, dalle tarantelle alla canzone cantautoriale in siciliano corrente, accompagnandosi con strumenti tradizionali quali chitarra, violino, fisarmonica, viola e mandolino

Concetto Testa (Catania, Sicilia)

Erede e depositario della antica tradizione vocale dei carrettieri siciliani, professione esercitata già dal padre e dal nonno, aprirà il concerto conclusivo del Festival cantando alcuni brani per voce sola o accompagnandosi al tamburello, nello stile tipico della Sicilia Orientale.  

Deirdre Morgan (Vancouver, Canada)

Musicista e ricercatrice canadese, attualmente residente a Londra per completare il suo dottorato di ricerca sugli scacciapensieri nel mondo. Porta sul palco del MWF gli strumenti e le tecniche esecutive collezionati ed appresi nel corso della sua ricerca in America del Nord, Russia, Europa e Indonesia.

Renato Miritello (Nicosia, Sicilia)

Musicista, sperimentatore ed attivista culturale, da anni porta avanti una ricerca sul canto armonico, sulle diplofonie e triplofonie ottenibili anche attraverso interazioni con il fischio e con gli scacciapensieri. Da anni promotore di numerose iniziative e concerti in omaggio a Demetrio Stratos.

Puccio Castrogiovanni (Catania, Sicilia)

Nato a Catania da una famiglia di artisti e musicisti, comincia fin da piccolo a studiare il piano e a suonare il marranzano e la chitarra in vari gruppi folcloristici di Catania e Acireale. Appassionato di liuteria, possiede una variegata collezione di strumenti di tradizione popolare. E’ uno dei fondatori del gruppo musicale I Lautari, con cui da oltre vent’anni svolge un’intensa attività concertistica e discografica, muovendosi nel solco della tradizione e del suo rinnovamento con un progetto che prevede la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di canzoni inedite nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali. Negli ultimi anni ha avviato un percorso di collaborazione con la Compagnia Zappalà Danza che lo ha portato a sperimentare sul marranzano un nuovo repertorio specificamente creato per la danza contemporanea.

Ilenia Romano (P.za Armerina, Sicilia)

Ilenia Romano, nata in Sicilia nel 1984, si forma presso l'Accademia Nazionale di danza a Roma, dove consegue la laurea di primo livello in discipline coreutiche a indirizzo contemporaneo e quella di secondo livello in composizione coreografica, entrambe col voto 110 e lode; prosegue poi i suoi studi a Catania, con Modem Studio Atelier, corso di perfezionamento della Compagnia Zappalà Danza. Ha approfondito diverse tecniche di danza contemporanea e lavorato con grandi Maestri coreografi e Compagnie di rilievo internazionale. Dal 2011 svolge inoltre un suo percorso di ricerca coreografica (di composizione e improvvisazione) che l’ha portata a collaborazioni con importanti musicisti siciliani e non, quali Angelo Martines, Alfio Antico, i Café-Aman (gruppo di musica tradizionale greca), Puccio Castrogiovanni.

Veronica Racito (Vittoria, Sicilia)

Cantante e danzatrice di formazione multi-culturale, si laurea a Palermo in Etnomusicologia nel 2005. Il suo percorso di ricerca e di studio sulla tradizione musicale siciliana si esprime nella collaborazione con il gruppo Trizziridonna e con la scuola popolare di musica Tavola Tonda di Palermo. Per il MWF propone un laboratorio sui canti tradizionali in Sicilia, che accompagnavano ogni evento della vita: il lavoro, l'amore, il gioco, la nascita e la morte, le feste sacre e profane. Mentre i testi aprono uno squarcio su un mondo troppo velocemente dimenticato ma che ha ancora molto da trasmettere, le melodie e i timbri rivelano l'appartenenza culturale della Sicilia al Mediterraneo.

Luca Recupero (Catania, Sicilia)

Musicista, ricercatore e tecnico del suono, è l'ideatore ed il direttore artistico del Marranzano World Festival. Ha compiuto studi di etnomusicologia ed organologia nelle Università di Bologna, Roma, Amsterdam e Londra. Dal 1996 si dedica alla ricerca sugli strumenti della tradizione Siciliana ed in particolare sul marranzano e sui tamburi a cornice, indagando gli aspetti storici ed etnomusicologici ma coltivando anche gli aspetti performativi. Amante delle musiche di tradizione orale, coniuga lo studio ed il rispetto per gli strumenti e le modalità tradizionali del fare musica con la ricerca di una dimensione interculturale e contemporanea della didattica e della ricerca musicale.

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Programma

 

Marranzano World Festival 2013

PROGRAMMA

 

Venerdì 27 settembre

Chiostro dell'Istituto Ardizzone Gioieni, via Etnea 595, Catania

h 21.30 – CONCERTO DI APERTURA (ingresso €5)

  • Stefano Spoto e Giorgio Maltese (Catania, Sicilia)

Canti sul marranzano della tradizione siciliana

  • Cous Cous Cous: Giancarlo Parisi, Faisal Taher, Jali Diabate

(Sicilia – Palestina- Senegal), voci, fiati, oud, kora

  • IpercusSonici & Afro-Sicilian Connection

Con Jali Diabatè (Casamance, Senegal) e Sourakhatà Dioubaté (Konakri, Guinea)

 

Sabato 28 settembre

Castello Ursino – Piazza Federico II di Svevia

10-13   Rupa e Sanjay Kansa Banik -  Introduzione al Canto Indiano

15-17   Veronica Racito – Introduzione al canto popolare siciliano

17-19   Luca Recupero – Tecniche e repertori del marranzano in Sicilia

21-23  Interventi musicali al Castello Ursino per “una notte al Museo”

 

Domenica 29 settembre

Chiostro dell'Istituto Ardizzone Gioieni, via Etnea 595, Catania

10-13   Rupa e Sanjay Kansa Banik -  Introduzione al Canto Indiano

15-17   Veronica Racito – Introduzione al canto popolare siciliano

17-19   Abdel Kibir Hamdache – Incontro con la cultura musicale del Marocco

 

h 21.30 - CONCERTO CONCLUSIVO "VOCI DAL MONDO" (ingresso € 8/5)

  • Rupa Kansa Banik e Sanjay Kansa Banik

(Calcutta, India) voce e tabla.

  • Abdel Kibir Hamdache con Said e Abdelhadi Benmsafer

(Meknes, Marocco) voce, oud, violino.

  • Matilde Politi e Gabriele Politi

(Palermo, Sicilia) voce, chitarra, violino, viola, fisarmonica, mandolino

  • Concetto Testa (Catania, Sicilia) canto dei carrettieri
  • Deirdre Morgan (Vancouver, Canada) scacciapendieri dal mondo
  • Renato Miritello (Nicosia, Sicilia) canto armonico, fischio e scacciapensieri
  • Corpo Sonoro Performance di danza contemporanea di Ilenia Romano con musica dal vivo di Puccio Castrogiovanni e Luca Recupero 

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